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Cose Certe

Landscape, mindscape: la Geopoetica

Nella parola inventario si può leggere l'atteggiamento mentale dello scriba, del modello archetipico di colui che umilmente trascriveva i fatti, ma dentro di sé cullava l’utopia, la speranza che attraverso la registrazione dei fatti egli potesse giungere ad una dimensione profetica, individuare in quale evento si nascondesse una forza kerigmatica, la rivelazione, il disvelamento del mistero che invece resta nelle parole della cronaca, appunto, inventariata.
Ma inventario di cosa? Delle cose certe, cioè delle cose sicure, di cui abbiamo verificato, vichianamente, la certezza.

Joyce Lussu > Inventario delle cose certe

In questa ricerca una regola fondamentale è di non lasciare che vada perduto nulla, pezzetti di carta e tempo. Perché è bene ritenere insignificante tante cose e significante tutto, e così oggi il mio rispetto per le cose irrilevanti sta assumendo proporzioni gigantesche.
E’ che noi cerchiamo ovunque l’assoluto e dovunque troviamo soltanto oggetti, le cose non sono più sorprendenti. Fotografare diventa allora coscienza, l’inquieto inizio di un viaggio verso un territorio ignoto.

Luigi Ghirri >niente di antico sotto il sole

Il paesaggio evocato attraverso l’osservazione di elementi che attingono alla tradizione rurale dell’Appennino Marchigiano, alla memoria erosa dai venti come roccia friabile, alla necessità di fermare lo scorrere del tempo, e di trattenere quelle tracce, quei segnali mitopoietici proposti ancora dalla realtà.
Non a caso il richiamo alla venerazione della pietra sferica, luogo sacro di apparizioni mariane.